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Quanto dura una giacca di pelle?
I dati oggettivi relativi alla pelle di montone e alla pelle di vacchetta, quale si usura per prima, i cinque fattori che determinano se una giacca durerà otto o trent’anni e i segnali che indicano che è giunto il momento di sostituirla.

La risposta sincera
Una giacca in pelle di vacchetta pieno fiore, indossata regolarmente e trattata due volte all’anno, dura dai venti ai trenta anni e spesso sopravvive all’interesse che il proprietario nutre nei suoi confronti. Una giacca in nappa di montone, più sottile e morbida, dura dai dieci ai quindici anni con la stessa cura, più a lungo se si tratta di una giacca di riserva piuttosto che di uso quotidiano. Una giacca in «pelle» a grana corretta o accoppiata dura da due a cinque anni prima che la superficie si screpoli o si sfaldi, indipendentemente dalla cura che le si dedica. Raramente è la pelle in sé a determinare la fine di una buona giacca; sono piuttosto la fodera, la cerniera e la vestibilità.
Cosa si consuma per primo
- La fodera. Prima i polsini e l’orlo, poi i fondi delle tasche. Sono parti sostituibili e vale la pena sostituirle se la giacca è di buona qualità.
- La cerniera. I cursori si consumano prima dei dentini. Entrambi sono sostituibili.
- I bordi. La piega del colletto, i bordi dei polsini e le aperture delle tasche perdono colore e lucentezza. Il balsamo nutriente e il balsamo colorante ne rallentano il deterioramento; a molte persone piace questo effetto.
- I bottoni a pressione. Si allentano dopo migliaia di chiusure. Sostituibili in pochi minuti.
- La pelle. È l’ultima a cedere. La pelle pieno fiore si ammorbidisce, si sgualcisce e si scurisce; non si rompe a meno che non sia priva di olio o strappata.
La guida alla riparazione tratta ciascuno di questi aspetti.
Cinque fattori determinanti
Qualità. La pelle pieno fiore e la pelle primo fiore presentano uno strato esterno denso che resiste all’usura; la pelle a grana corretta, la pelle crosta e la pelle accoppiata non ne sono dotate, e nessuna cura può modificare questa caratteristica. La guida alle qualità spiega come distinguerle.
Concia e finitura. La pelle semi-anilina, dotata di un sottile strato protettivo, respinge l’acqua e resiste alle macchie pur rimanendo traspirante. La pelle fortemente pigmentata offre maggiore resistenza ma è meno traspirante; la pelle anilina pura è la più traspirante ma si macchia più rapidamente.
Costruzione. Filo, margine di cucitura e rinforzi nei punti di maggiore sollecitazione: il giromanica, la cerniera, gli angoli delle tasche. Una giacca le cui cuciture sono realizzate a punto di fermatura con filo di nylon accoppiato durerà più a lungo di una cucita con filo di cotone.
Vestibilità. Una giacca troppo stretta sollecita la cucitura posteriore e i giromanica ogni volta che ci si muove; una troppo larga sfrega sul colletto e sui polsini. La giusta vestibilità è un fattore di durata. La guida alla vestibilità lo spiega.
Cura. Non richiede molto, ma va effettuata regolarmente: pulite la giacca con un panno, asciugatela lontano da fonti di calore, trattatela con un prodotto specifico due volte all’anno, utilizzate una gruccia larga ed evitate i sacchetti di plastica. Una giacca curata in questo modo raddoppia la propria durata rispetto a una che non lo è. La guida alla cura illustra la routine da seguire.
Pelle di pecora o pelle di vacca
La nappa di montone è morbida, leggera e confortevole fin dal primo giorno, e rimane tale; il compromesso è una pelle più sottile che si graffia e si allunga più facilmente. La pelle di vacchetta è più pesante e rigida, richiede mesi per ammorbidirsi, ma poi mantiene la sua forma per decenni. Se desiderate una giacca che sia comoda fin da subito, scegliete la pelle di montone. Se desiderate quella che potrà essere tramandata, scegliete la pelle di vacchetta. Entrambe sono a grana piena ed entrambe sono disponibili nel configuratore; la guida alla pelle di montone o di vacchetta le mette a confronto in modo adeguato.
Cosa riduce la durata
- Termosifoni, riscaldatori per auto, luce solare diretta: la pelle si secca e poi si screpola.
- Sacchetti di plastica per indumenti: umidità intrappolata, quindi muffa.
- Appendiabiti in filo metallico: una spalla che non si riprende più.
- Oli domestici e spray al silicone: lucentezza a breve termine, deterioramento a lungo termine.
- Lavaggio in lavatrice. Una volta è sufficiente.
Segnali che indicano che è giunto il momento
La superficie si sta screpolando e dalle crepe traspare un colore diverso. La pelle si è indurita e due trattamenti nutrienti non sono riusciti ad ammorbidirla. La vestibilità non è mai stata perfetta e avete smesso di indossarlo. Tutto il resto – una fodera consumata, una cerniera logora, uno strappo, una zona opaca – è una riparazione, e sulla pelle pieno fiore la riparazione costa meno di qualsiasi altro prodotto con cui potreste sostituirlo.
Domande
La pelle si screpola con il tempo? La pelle secca si screpola a qualsiasi età. La pelle trattata si increspa, il che è diverso e non costituisce un difetto.
Una giacca più costosa è più resistente? Solo se il prezzo garantisce una qualità, una finitura e una fattura migliori. Le nostre giacche hanno un prezzo basato sulla pelle e sulla lavorazione, non sul marchio: la nostra pagina dedicata alla pelle illustra i materiali utilizzati.
Con quale frequenza dovrei trattarla? Due volte all’anno per una giacca indossata settimanalmente; una volta se si tratta di una giacca che si indossa occasionalmente; dopo ogni esposizione a umidità.


